Il dilemma: entro il 2 novembre 2026 i soci artigiani/commercianti di Srl non trasparenti, iscritti Inps, devono decidere se adeguarsi alle 15 sentenze della Cassazione di settembre 2026 (che escludono la rilevanza contributiva degli utili accantonati a riserva) oppure attendere chiarimenti dall'Inps, dato che sembra difficile superare le attuali modalità di autodichiarazione tramite il quadro RR
La strada tradizionale (prudente e consigliata): continuare a dichiarare il reddito d'impresa pro quota come in passato, anche sull'utile accantonato a riserva, versando contributi anche oltre il reddito minimo 2025; questa scelta evita il contraddittorio con l'Inps e consente di chiedere eventuale rimborso successivo entro i termini di prescrizione decennale, previa istanza (circolare Inps 75/2021)
L'adeguamento alla Cassazione: per le Srl che non hanno distribuito dividendi nel 2025, i soci possono valutare di dichiarare subito solo il reddito minimale Inps, poiché in assenza di altri redditi rilevanti i contributi dovuti corrisponderebbero solo al minimale; questa scelta vale anche per chi ha percepito dividendi pari o inferiori a €18.555, senza eccedenze da versare